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Quando il benessere diventa cultura: Diana Bianchedi e lo sguardo olimpico sul futuro della città

18 giugno 2025

Diana Bianchedi racconta come le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 possano lasciare una legacy culturale e sociale duratura. Benessere psicofisico, educazione al movimento e inclusione diventano i pilastri di una Milano sempre più wellness city.

Medico specialista in medicina dello sport, ex atleta olimpica con due ori nella scherma (Atlanta 1996 e Sydney 2000), oggi Chief Strategy Planning & Legacy Officer del Comitato Organizzatore di Milano-Cortina 2026: Diana Bianchedi è una figura che unisce la conoscenza clinica del corpo alla cultura della performance, la disciplina dell’agonismo all’idea di benessere come bene comune. Il suo percorso racconta cosa significa prendersi cura del corpo e della mente in ogni fase della vita. E il suo sguardo guida oggi una delle sfide più ambiziose: trasformare Milano in una città dove la cultura del wellness sia concreta, accessibile e condivisa.

«Come ex atleta agonista, ho vissuto in prima persona l’importanza di mantenere un livello elevato di benessere psicofisico nel corso della vita. Dopo vent’anni di allenamenti intensi, due volte al giorno, e lavorando come medico sportivo con atleti di alto livello, ho compreso quanto il benessere sia fondamentale non solo per le prestazioni sportive, ma per la qualità complessiva della vita».

Diana Bianchedi

Chief Strategy Planning & Legacy Officer del Comitato Organizzatore di Milano Cortina 2026

Secondo Bianchedi, è proprio l’equilibrio psico-fisico a fare la differenza nel quotidiano: «Mantenere uno stato di equilibrio psico-fisico ottimale aiuta a ridurre lo stress, migliorare l’umore, rinforzare il sistema immunitario e prevenire molte malattie croniche. È un investimento su se stessi che porta a una maggiore energia, resilienza e sensazioni di soddisfazione». Ma il benessere non è solo prestazione o salute individuale: «È un messaggio di responsabilità, di cura di sé e di rispetto verso il proprio corpo e la propria mente, perché uno stile di vita equilibrato è la chiave per vivere al meglio ogni fase della vita».

ROUTINE, CONSAPEVOLEZZA E IMPATTO SULLA SALUTE

Alla base, spiega Bianchedi, non c’è una tecnica miracolosa, ma un processo costante: «Il mantenimento di un alto livello di standard fisico non si basa solo su tecniche e strumenti, ma innanzitutto su un’idea di consapevolezza e cura di sé». La vera forza è nella ripetizione, nel ricordare che tutti abbiamo bisogno di prenderci cura di noi stessi ogni giorno, senza lasciar perdere questa pratica, anche nei momenti più impegnativi. «È in questo quotidiano gesto di ascolto e cura che si costruisce una base solida, che può rafforzarsi nel tempo».

E le azioni quotidiane fanno la differenza:

 «Strumenti come l’attività fisica regolare, il riposo adeguato, una dieta equilibrata e tecniche di gestione dello stress sono fondamentali. Ma l’aspetto più importante è inserire questi elementi nella nostra routine quotidiana. All’inizio può sembrare difficile, perché spesso passano in secondo piano. Tuttavia, superato quell’ostacolo, ci si rende conto di quanto questa routine possa cambiare profondamente la nostra vita».

Diana Bianchedi

Chief Strategy Planning & Legacy Officer del Comitato Organizzatore di Milano Cortina 2026

I benefici sono chiari e documentati: «Riduzione del rischio di malattie croniche, maggiore energia, miglioramento dell’umore, resilienza allo stress e una più forte consapevolezza di sé. Non si tratta solo di perseguire uno standard esterno, ma di innestare nella nostra vita quotidiana pratiche che ci permettano di vivere in modo più sano, più felice e più autentico».

LE OLIMPIADI COME LEVA PER IL CAMBIAMENTO

Lo sguardo si allarga poi alla città e ai preparativi relativi all'evento globale delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026:

«Milano è una città che non si ferma mai: un cuore pulsante di eventi, innovazione e cultura, internazionale nel suo spirito e nel suo orientamento al futuro. La nostra città si sta preparando con grande entusiasmo e responsabilità all’accoglienza delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, e questo rappresenta un'opportunità unica per portare avanti una visione più ampia di wellness e di benessere».

Diana Bianchedi

Chief Strategy Planning & Legacy Officer del Comitato Organizzatore di Milano Cortina 2026

Per questo motivo, pensando a Milano 2030 non si può non vederla come una Wellness City, frutto di un progetto che si focalizza non solo sugli aspetti sportivi, ma anche sulla qualità della vita, sulla sostenibilità, sull’inclusione e la salute per tutti. Per Bianchedi, l’evento olimpico è una scintilla: «La presenza dei Giochi rappresenta un catalizzatore di cambiamento, una scintilla che può alimentare trasformazioni profonde nelle persone e nella città stessa». Milano si trova dunque a fare una scelta importante, non scontata, immaginando il suo futuro oltre il 2026. 

Un futuro in cui nel quotidiano di ogni cittadino c’è un’attenzione concreta al proprio benessere, al vivere ogni giorno con la consapevolezza che Milano è una città del futuro viva e attenta al benessere diffuso.

UNA LEGACY CHE INIZIA PRIMA DELL'EVENTO

«Spesso si pensa che l’eredità dei Giochi Olimpici inizi solo il giorno della cerimonia di chiusura, ma in realtà il vero lascito si costruisce nel tempo, anni prima dell’evento», spiega Bianchedi. «Per creare una legacy duratura, è fondamentale lavorare in modo coeso e con una visione condivisa, coinvolgendo tutto il territorio».

Ed è proprio quello che sta facendo il Comitato Organizzatore, che ha già attivato una rete operativa: «Abbiamo formato una squadra che unisce il mondo dello sport, i partner, gli stakeholder locali e le istituzioni. Questa collaborazione ci permette di valorizzare il potenziale di tutti, lavorando insieme per un obiettivo comune grazie alle competenze e alle sinergie sviluppate». Un luogo in cui ognuno può contribuire in modo diverso, ma complementare.

Un esempio? Le scuole, dove il Comitato è già al lavoro per promuovere iniziative capaci di integrare sport, salute, inclusione e sensibilizzare i cittadini: «La nostra attività ha coinvolto già oltre due milioni di studenti, puntando su due direttrici fondamentali: formazione e coinvolgimento pratico». Progetti come “Walking the Games” e i “Trofei Milanocortina 2026” dimostrano come l’attività fisica possa essere inclusiva, accessibile e motivante. Le Olimpiadi come vero motore di un cambiamento culturale e sociale più ampio.

MUOVERSI, OGNI GIORNO A TUTTE LE ETA'

Ma non sono soltanto i più giovani la fascia d’età su cui porre attenzione, anzi. Anche gli adulti sono al centro delle attività previste durante l’avvicinamento a Milano-Cortina 2026. «Per cambiare rotta rispetto alla scarsa pratica sportiva che riguarda il 62% dei milanesi, è fondamentale lavorare su più livelli e promuovere una cultura di benessere accessibile a tutti». Uno dei pilastri è il progetto “Let’s Move”, rivolto in particolare a lavoratori e aziende:

«Iniziative che incentivano a muoversi durante la giornata – come allestire palestre in azienda, favorire l’uso di spazi per l’attività fisica o partecipare ad eventi sportivi – possono fare la differenza. L’importante è passare il messaggio centrale: ogni gesto conta».

Diana Bianchedi

Chief Strategy Planning & Legacy Officer del Comitato Organizzatore di Milano Cortina 2026

E la medicina si unisce al cambiamento: «Promuoviamo un approccio consapevole, con sempre più medici e professionisti che prescrivono attività fisica personalizzata come parte integrante della cura e del benessere». Infine, i volontari: «Il percorso di formazione dei 25.000 volontari comprende anche un modulo sul valore dell’attività fisica. Saranno ambasciatori della salute oggi e dopo le Olimpiadi».

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